FONDAMENTI DI SOCIOLINGUISTICA BERRUTO PDF

Ma non semplice definire rigorosamente questa scienza, dato che i suoi confini sono labili e sfociano in numerose altre discipline. Ci sono definizioni estremamente generiche ed altre estremamente restrittive, ed in ultima analisi le differenze vertono soprattutto sul ruolo che deve avere la linguistica, sulloggetto di studio e sui rapporti con le altre discipline. Troviamo tuttavia degli elementi comuni in tutte le definizioni dei vari autori: la sociolinguistica un settore degli studi linguistici, appartiene alle scienze del linguaggio e non a quelle della societ, i sociolinguisti si considerano prima di tutto e sono linguisti, il suo oggetto di studio non ancora ben definito, ma in ogni caso comprende fenomeni linguistici visti sotto langolatura della dimensione sociale. Dunque la sociolinguistica potrebbe essere cos definita: un settore delle scienze del linguaggio che studia le dimensioni sociale della lingua e del comportamento linguistico, vale a dire i fatti e fenomeni linguistici che, e in quanto, hanno rilevanza sociale. Ambito della sociolinguistica, aree e discipline contermini Nella sociolinguistica possiamo individuare dei grandi aree: la sociolinguistica in senso lato, che comprende la sociolinguistica in senso stretto e la sociologia del linguaggio, e la sociolinguistica in senso stretto.

Author:Taukinos Kam
Country:Monaco
Language:English (Spanish)
Genre:Spiritual
Published (Last):28 July 2014
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Le scale di implicazione comportano dei problemi. Tutte le coppie delle scale di implicazione devono presentare questa natura, ma ci significa ridurre di molto la gamma della possibile variazione. Un altro problema consiste nellutilizzare tratti non binari, a pi valori. A v si sostituiranno i tratti effettivi di frequenza o probabilit.

Esse si possono applicare a tutti i livelli, alti o bassi, ma la loro utilit palese per i livelli alti. Per questo sono state associate alle regole variabili o alla grammatica di variet.

Si sono dimostrate adatte anche per studiare le sequenze di acquisizione. In ogni caso, si tratta di un tipo di analisi pi linguistica che sociale, dato che gli elementi sociali vengono inseriti in un secondo tempo.

Risulterebbe pi costruttivo creare una grammatica con una base comune, sulla quale innestare le variazioni specifiche per ogni altra variet di lingua ad essa collegata analisi dei sistemi coesistenti, Kristensen-Thelander.

Mioni e Trumper, nello studio della competenza dellitaliano e del dialetto insieme nei parlanti di una comunit regionale grammatica di variazione , inglobano sia le regole variabili sia le scale di implicazione e lasciano ampio spazio allinterferenza tra i due gradata che costituiscono il repertorio.

Infatti troviamo sia regole relative a fenomeni equivalenti nelle diverse variet, sia regole sia trattano differenze nelle restrizioni contestuali di una stessa regola comune a pi variet sia leventuale differenziazione quantitativa nellapplicazione di una data regola. Questo apparato serve a descrivere larticolazione di un sistema in variet e la sua variabilit interna, ed dunque valida per una situazione di presenza simultanea di lingua e dialetto.

Per dar conto dei rapporti tra di essi, la grammatica di variazione prevede filtri di inferenza costituiti da regole di traffico che specificano le linee generali dellinterferenza dellitaliano sul dialetto e viceversa e regole di corrispondenza che permettono di passare da una forma dialettale alla corrispondente italiana e viceversa.

Dunque in esse troviamo molte dimensioni che si incrociano. Lo status di una lingua determinato da ci che con essa si pu fare, in campo pratico, legale, culturale, economico, politico, ecc. Invece per funzione si intende ci che effettivamente viene fatto, quindi lo status ha valore potenziale mentre la funzione lattuazione effettiva. Si tratta di due concetti correlati ma non identici, ci possono essere discrepanze tra lo status e leffettiva funzione.

Per funzione, in questo contesto, non si intendono gli usi o gli scopi per i quali un parlante si serve della lingua a cosa serva latto linguistico X? Si intendono dunque funzioni come quella ufficiale, educativa, tecnica, internazionale e cos via. Un terzo importante concetto quello di attributo, vale a dire le propriet che un sistema linguistico deve possedere per svolgere una certa funzione e per godere quindi di un certo status.

La sociolinguistica recente, per classificare le lingue e le variet di lingua, si concentra sulle dimensioni o sulle componenti dello status dei sistemi linguistici nelle rispettive entit politiche di riferimento, invece che sulle funzioni troppo riduttive. Il primo larea di diffusione della lingua, che pu essere compatta o diffusa, ampia o ristretta, in un solo Paese o in pi Paesi.

Un concetto importante quello di copertura, con il quale si intende il fatto che una variet di lingua abbia sopra di s, in un determinato territorio, come lingua di cultura e riferimento una lingua con la quale strettamente imparentata lingua tetto. Quando la lingua superiore non imparentata con la variet di lingua in esame si parla di lingua senza tetto. Il secondo dato dai sistemi sociali e istituzioni di riferimento: Stati, nazioni, associazioni internazionali e cos via.

A questo proposito si distinguano le lingue nazionali, che sono espressione del sentimento di unit di una nazione, lingue internazionali, lingue di lavoro ecc.. Il terzo invece dipende dallo statuto giuridico e legale delle lingue, cio dalla loro posizione come espressa dalle leggi. Fondamentali la distinzione tra lingue riconosciute e non riconosciute. Tra le lingue riconosciute importanti sono le lingue ufficiali, stabilite come tali dalle leggi e impiegate nellamministrazione.

Dimensioni socio-demografiche Anche qui possiamo distinguere tre raggruppamenti fondamentali. Il primo riguarda il numero e il tipo dei parlanti. Per quanto riguarda il numero, importante distinguere tra quantit relativa, intesa come proporzione tra il numero dei parlanti e la comunit totale per esempio nella distinzione tra lingua di maggioranza e di minoranza , e assoluta utile per distinguere lingue grandi, medie e piccole.

Quanto al tipo dei parlanti, la distinzione fondamentale quella tra parlanti nativi o meno. Il secondo concerne le caratteristiche socio-culturali degli utenti classe sociale, et, religione, etnia, cittadinanza, professione, ecc. Molto importante il terzo, che fa capo ai domini dimpiego, in cui si oppongono lingua di uso generalizzato e lingue impiegate solo in domini particolari cultura, educazione, economia, ecc. Dimensioni linguistiche Le dimensioni linguistiche, come le altre, si dividono in tre ambiti differenti.

Il primo riguarda il grado di elaborazione Ausbau di un sistema linguistico. Il primo livello quello di grafizzazione, in cui la lingua deve essere dotata di scrittura e abbia parlanti alfabeti in senso pieno.

Kloss individua due ulteriori parametri: argomenti, a loro volta gerarchizzati in temi relativi alla storia e tradizione locale, temi culturali e generali e temi di scienze naturali e tecnologia, e livelli di sviluppo, ordinati in livello do scuola elementare, secondaria e universitario, per creare dei gradi di elaborazione.

Egli distingue cos lingue standard pienamente sviluppate, lingue standard giovani, lingue preletterate, e cos via. Il secondo il grado di standardizzazione. La lingua standard una variet di una lingua per la quale esista un codice linguistico di riferimento riconosciuto dizionari, grammatiche, ecc.

Il terzo il grado di vitalit, inteso come la tendenza della lingua a trasmettersi da una generazione allaltra. Importante anche il grado di vigore. Una lingua ha vigore quando un buon possesso di essa ha incontestabilmente un alto valore in una comunit.

Per lingua si possono definizioni: una linguistica ogni sistema linguistico, organizzato in paradigmi e regole, con sue peculiarit in termini di caratteristiche strutturali , una variazionistica somma di variet di lingua, formanti diasistema e una sociolinguistica ogni sistema linguistico socialmente sviluppato, che sia lingua ufficiale o nazionale in qualche Paese, che svolga molte funzioni in una societ, che sia standardizzato e sovraordinato ad altri eventuali sistemi in uso, chiamati dialetti se imparentati con essa.

Kloss, per unificare queste concezioni, ha introdotto le nozioni di Abstandsprache lingua per distanziazione, secondo la terminologia di Muljai e di Ausbausprache lingua per elaborazione. Una lingua per distanziazione riconosciuta come lingua a s sulla base delle caratteristiche strutturali che la differenziano dalle altre; una lingua per elaborazione un lingua sviluppata, che in grado di soddisfare tutte le funzioni richieste dalla societ, che pu valere come espressione di tutti gli aspetti della vita moderna.

Le lingue dunque possono essere sia Abstandsprache sia Ausbausprache italiano, francese, ecc. Per affermare lesistenza di una Ausbausprache criterio fondamentale la presenza di manuali e trattati di scienza e tecnica in quella lingua, che devessere pertanto codificata e avere un pubblico interessato.

Si tratta di strumenti socialmente evoluto, perfezionati per essere veicolo standard di attivit letteraria. Ci sono cinque criteri principali per questa operazione. Il problema pu essere affrontato su base genealogica, di appartenenza a uno stesso gruppo linguistico. Ma questo non aiuta quando due sistemi hanno una forte parentela ma diverso trattamento sociale. In secondo luogo ci pu essere la comprensibilit delle variet linguistiche in causa, ma anche questo criterio non affidabile, perch la comprensione di una variet non soggetta solo alla mera distanza ma agli atteggiamenti dei parlanti, che potranno affermare di non comprendere una variet stigmatizzata o viceversa.

Una terza modalit quella del riconoscimento diretto dei parlanti del fatto che il loro sistema sia una lingua o meno, ma questo pu dare informazioni sul suo status, meno sul suo carattere di Abstandsprache.

Swadesh introduce il criterio di lessicostatica, che consiste nel misurare quanta parte del lessico fondamentale non culturale, meno esposto a influenze da parte di altre lingue le due variet abbiano in comune. Maggiore sar la corrispondenza, pi vicine saranno le lingue. Il pi importante criterio quello della dissimilarit linguistica, stabilita esaminando non solo il lessico, ma tutti i livelli di analisi del sistema linguistico, confrontandoli tra loro.

In realt si tratta di un metodo complesso e quasi impraticabile, anche perch resterebbe sempre il problema di stabilire un limite per discriminare due lingue diverse da due variet della stessa lingua. Questi sistemi di valutazione, usati insieme, possono essere soddisfacenti, specie se integrati con la dimensione sociologica. Ammon definisce una lingua come un insieme di variet in cui una standard copre tutte le altre, che non sono pi che mediamente dissimili da essa.

Le due dimensioni di Ausbau e di Abstand possono permetterci di schizzare un continuum in cui troviamo queste classificazioni: 1. Massimo grado sia di Ausbausprache sia di Abstandsprache italiano, tedesco, ecc. Massimo Ausbausprache ma scarso Abstandsprache neerlandese 3. Massimo Abstandsprache ma scarso Ausbausprache lingue africane 4. Discreto Abstandsprache ma minimo Ausbausprache sardo 5. Minimo Abstandsprache e minimo o nullo Ausbausprache emiliano, lucano, abruzzese, ecc. Infatti la lingua standard per Ammon deve essere sovraregionale, parlata dai ceti alti, essere unificata con alto grado di invarianza, essere scritta ed essere codificata in base a un corpo riconosciuto di opere di riferimento.

Garvin e Mathiot la definiscono in questi termini: stabilit flessibile, intellettualizzazione, funzione di modello di riferimento, alto prestigio, funzione unificatrice allinterno della comunit e separatrice dallesterno. Notiamo che le ultime due caratteristiche si riferiscono anche alla definizione di lingua nazionale. In ogni caso, la lingua standard parlata da unlite, che le dona grande prestigio sociale, economico e culturale, ed sostenuta dalle classi dominanti con la scuola, lamministrazione, i mass media e via dicendo.

Dialetto Per essere definito dialetto di una lingua Y, una variet di lingua X deve avere una buona vicinanza strutturale con Y, Y deve essere la sua lingua tetto e X deve essere geneticamente imparentato con Y.

Di solito, in aggiunta a queste condizioni, per dialetto si intende una variet di lingua diatopicamente determinata, tipica e tradizionale di una certa area. I dialetti primari sono quelli che si sono sviluppati autonomamente e parallelamente alla lingua standard, che stata promossa in seguito tale per motivi sociali, da cui mantengono una certa distanza e autonomia. I dialetti secondari o terziari sono quelli che si sono differenziati diatopicamente dalla lingua comune secondari o dalla lingua standard dopo la sua diffusione terziari.

Appare dunque chiaramente il fatto che dal punto di visto linguistico non possibile determinare se un sistema linguistico sia una lingua o un dialetto anzi, la questione non ha senso.

Essi condividono le propriet semiologiche di ogni sistema linguistico. Solo la sociolinguistica pu distinguere queste due entit, chiamando in causa fattori di tipo funzionale, sociale e comunicativo: un dialetto ha poca Ausbau. Questo di solito si verifica, ma non sufficiente a distinguere concettualmente la nozione di dialetto, al pari delloralit o dellambito di uso locale.

La coesistenza delle lingue e dei dialetti crea interessanti fenomeni, come la commutazione di codice, lavvicinamento dei dialetti alla lingua convergenza , lavvicinamento dei dialetti tra di loro livellamento dialettale , con la formazione della koin compromesso tra le diverse variet locali.

La definizione di Ferguson pi precisa e comprende vari aspetti: esistenza di vari dialetti primari nativi di una lingua, esistenza di una variet sovrapposta appresa dopo la variet nativa ai dialetti, stabilit della coesistenza tra le variet basse e quella alta, la variet alta sensibilmente differente dalle altre, la variet alta veicolo di una prestigiosa tradizione letteraria, la variet alta altamente codificata e standardizzata, la variet alta appresa a scuola attraverso istruzione normale, la variet alta impiegata sia per gli scopi scritti sia per quelli orali, la variet alta non mai usata per la comunicazione ordinaria in-diglossia.

Il concetto di diglossia di Ferguson presenta alcune problematiche. La sociolinguistica estende il concetto di diglossia basata non su aspetti linguistici ma soprattutto su quelli sociali anche ai casi in cui c compresenza di lingua chiaramente diverse, in ogni caso con differenze socio-funzionali rilevanti outdiglossia. Inoltre la rigida e mutuamente esclusiva distribuzione degli usi ufficiale per la variet A e confidenziale per la variet B teorizzata da Ferguson pare difficile da trovare.

Il terzo punto critico riguarda la diffusione delle due variet nella comunit parlante. Ferguson piuttosto vago, per cui si assume che vi sia diglossia quando almeno un segmento della societ di dimensione non minima padroneggia sia A sia B.

Rapporti diglottici Il concetto di diglossia ha avuto molto successo ed stato arricchito nella terminologia, con la nascita della triglossia, pentaglossia, aglossia, e cos via, applicandola variamente anche in relazione al bilinguismo. Ma negli anni 80 questo uso indiscriminato della diglossia ha portato a una ridefinizione del concetto secondo tre strade.

La prima implica un concetto allargato di diglossia, al quale di volta in volta applicare delle distinzioni specifiche. La seconda tende a rendere prototipica la nozione, definendola come un concetto costituito da un insieme di dimensioni lungo le quali le diverse situazioni possono situarsi in punti diversi. Le dimensioni, secondo Ldi, sono: distanza linguistica, tipo ed estensione della comunit, complementarit funzionale, standardizzazione, tipo di acquisizione dei codici, differenza di prestigio.

Il problema fondamentale di questa trattazione che non chiaro quale sia la diglossia prototipica ideale. La terza soluzione si propone di mantenere un approccio fergusoniano e di aggiungere delle distinzioni caso per caso.

Questo implica una classificazione in questi termini: bilinguismo sociale, diglossia, dilalia e bidialettismo. Il bilinguismo sociale sarebbe la situazione in cui due lingue chiaramente diverse ed entrambe elaborate sono compresenti in una comunit e possono venire usate senza subordinazione funzionale. Qui il concetto di diglossia sarebbe simile a quello introdotto da Ferguson, mentre per dilalia si intende il fatto che il codice A usato anche per la conversazione normale ed normale usare i due codici in alternativa anche se chiara la loro distinzione funzionale in ambiti di spettanza.

Il bidialettismo invece richiede presenza nel repertorio di una variet standard e altre regionali, che non sono molto distanti tra loro, normalmente usata la variet B nel quotidiano, B non promossa a lingua alternativa e sono favoriti gli usi commisti di A e B.

Una prima distinzione quella tra bilinguismo di diritto e bilinguismo di fatto; importanti sono anche i rapporti tra le competenze che i parlanti hanno delle due lingue.

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